
Non fu
duo miglia lungi alla marina,
che la
bella città vide d’Alcina
L. Ariosto, Orlando Furioso, VI, 58
sopra la
bella spiaggia, ove un castello
siede sul
mar, de la possente Alcina.
Trovammo
lei ch’uscita era di quello,
e stava
sola in ripa alla marina;
e senza
rete e senza amo traea
tutti li
pesci al lito, che volea
L. Ariosto, Orlando Furioso, VI, 35
Il territorio di Mesola si trova nella parte
nord-orientale della provincia di Ferrara, immediatamente a sud del
Po di Goro. Le ipotesi di derivazione del nome Mesola sono svariate, ma la più
attendibile sembra quella di media insula, cioè un’isola posta in posizione
centrale rispetto ai due rami medioevali del
Po di Ariano: il ramo di Goro e
quello dell’Abate. L’area è emersa dal mare grazie alla deposizione dei
sedimenti portati dai rami del Po a partire dal IX secolo a.C.; la sua
porzione più antica è quella occidentale, di cui restano oggi le
Dune
Fossili di Massenzatica.
L’abitato di Mesola sorge su un cordone sabbioso depositatosi a partire dal XII secolo d.C.
Ritrovamenti archeologici, nella zona di
Massenzatica e Monticelli, testimoniano la presenza dell’uomo già in epoca
romana. Dal XIII secolo fino alla fine del XV secolo l’area fu di proprietà
di alcune famiglie della comunità di Ariano (località ora situata in
provincia di Rovigo). Nel 1490 Ercole I d’Este duca di Ferrara la acquistò
e, probabilmente a partire dal 1578, Alfonso II d’Este vi iniziò la
realizzazione della tenuta della Mesola, facendo edificare una cinta muraria
e un castello. La bonifica delle zone
paludose del mesolano avvenne durante
la Grande Bonificazione Estense del XVI secolo, compiuta con il metodo dello scolo e della canalizzazione
delle acque. Gli interventi proseguirono nel XVII secolo, allo scopo di
ridurre le alluvioni, con opere di regimazione e
arginatura dei canali e dei
corsi fluviali.
Cantata dal Tasso per le sue
bellezze naturali, la tenuta di Mesola rimase di proprietà degli Estensi
come bene allodiale anche dopo il termine del Ducato di Ferrara avvenuto nel
1598. Nel 1771 Ercole III duca di Modena la diede in dote alla figlia
Beatrice d’Este, sposa dell’arciduca Ferdinando d’Austria. Nel 1785, per la
lontananza dalla sede imperiale, la Casa d’Austria la cedette a Papa Pio VI
e Mesola divenne patrimonio dello Stato Pontificio. Dopo ulteriori passaggi
di proprietà, attualmente il territorio dell’antica tenuta appartiene a
privati, mentre il Castello è del Comune di Mesola. |
Mesola, il Po da ’lati e ’l mar a fronte,
e
d’intorno le mura e dentro i boschi
e
seggi ombrosi e foschi
fanno
le tue bellezze altere e conte;
e
sono opre d’Alfonso, e più non fece
mai
la natura e l’arte e far non lece;
ma
che la valle sembri un paradiso
la
donna il fa che n’ha sembianti e viso
T. Tasso, Rime, n. 929 |
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