A destra, dalla parte del Po Grande e della sua foce, la buia massa compatta del bosco della Mesola; a sinistra, le vuote distese della Valle Nuova e delle altre valli, più oltre; infine Volano, dinanzi a sé, dopo il ponte, le due file parallele di povere case, alcune ancora col tetto di paglia e canne intrecciate …G. Bassani, L’airone
La bonificazione del territorio iniziò in epoca estense, fino a concludersi ai giorni nostri con il prosciugamento di Valle Falce. Delle antiche valli a nord del fiume resta oggi la piccola Valle di Canneviè-Porticino, mentre a sud si trova il complesso di Valle Bertuzzi. I primi insediamenti dell’abitato di Volano erano costituiti da capanne, case di valle e casoni, ma le sfavorevoli condizioni ambientali dovute alle rotte e all’erosione marina hanno pregiudicato lo sviluppo del paese. Lo sfruttamento balneare della zona è recente, favorito dall’ampio arenile sabbioso a fianco del quale è sorto l’agglomerato turistico del Lido di Volano, il più settentrionale dei sette lidi comacchiesi. Fino alla metà degli anni ’70 il Lido è stato meta di un turismo povero, formato da baracche di legno abusive, abitate nei mesi estivi, ora rimpiazzate da diverse costruzioni in muratura poste tra le valli residue e la pineta vicina alla spiaggia. Un moderno porto turistico è stato recentemente costruito nei pressi del ponte sul Volano. Al fianco di quello tradizionale, in questi ultimi anni si sta diffondendo il turismo ambientale, richiamato dall’eccezionalità del paesaggio naturale e incoraggiato dalla nascita di nuove iniziative. |