Sullo Scanno di Goro è insediata la tipica vegetazione delle sabbie litoranee, detta psammofila, con il ravastrello (Cakile maritima) nella zona tra la battigia e le dune e lo sparto pungente (Ammophila littoralis) sulla sommità delle dune più alte e consolidate. Su alcune dune più interne dello Scannone, per contrastare l’erosione del litorale, sono stati piantati filari di tamerice (Tamarix gallica) e olivagno (Eleagnus angustifolia), che ora si sono evoluti in un bosco. Durante il passo migratorio molte specie di uccelli, come il piovanello pancianera (Calidris alpina) e il combattente (Philomachus pugnax), sostano ai bordi dello Scanno, i cui sedimenti ricchi di piccoli vermi e molluschi rappresentano un’ottima zona di alimentazione. Di particolare rilievo è la nidificazione della beccaccia di mare (Haematopus ostralegus) e del fratino (Charadrius alexandrinus), che qui trovano una delle ultime zone litoranee naturali, all’interno di una costa ampiamente sfruttata e attrezzata per il turismo balneare. Modalità di visitaPuò essere osservato dalla barca nel corso dell’escursione nella Sacca di Goro. È raggiungibile anche per mezzo di un traghetto, che consente la contemporanea visita del Faro di Goro, con imbarco da Gorino Veneto. L’eventuale escursione a piedi sullo Scanno è possibile solo nella porzione limitrofa al Faro, mentre la maggior parte non può essere liberamente visitata in quanto soggetta a vincoli di tutela (Riserva Naturale dello Stato). |