Pesci saltano fuori dall’acqua, due solitari aironi nello spazio luminoso pieno di riflessi rossastri. G. Celati, Verso la foce
L’area rappresenta una delle maggiori zone umide della regione, molto significativa da un punto di vista naturalistico e ambientale, in quanto residua di una tipologia lagunare costiera diffusissima prima delle grandi bonifiche perpetuate negli ultimi 150 anni. Dal 1981 la Sacca di Goro è riconosciuta, nell’ambito della Convenzione di Ramsar, come zona umida di importanza internazionale per l’avifauna acquatica. Inoltre, la zona più orientale della Sacca, nota come Valli di Gorino, assieme allo Scanno di Goro è una Riserva Naturale dello Stato. All’interno della Sacca si trova una vegetazione sommersa costituita da popolamenti algali di ulva (Ulva rigida) e gracilaria (Gracilaria verucosa). Molto diffuso è il canneto a canna di palude (Phragmites australis), riscontrabile in acque sia dolci che debolmente salmastre, particolarmente diffuso nelle Valli di Gorino dove forma popolamenti monospecifici. Verso i bordi degli specchi d’acqua si insediano, a seconda delle condizioni presenti nelle diverse aree, le associazioni vegetali alofile tipiche degli ambienti deltizi: dove l’acqua è poco profonda domina la salicornia veneta (Salicornia veneta), specie annuale endemica dell’Alto Adriatico, mentre in condizioni di maggior emersione si trovano il limonio (Limonium serotinum), il gramignone marittimo (Puccinelia palustris) e l’astro marino (Aster tripolium).
Modalità di visitaLe escursioni guidate per grandi gruppi, sia alla Sacca che agli allevamenti dei molluschi, possono essere svolte su motonavi con imbarco da Gorino Ferrarese e Goro. Per visite più approfondite all’interno dei canneti delle Valli di Gorino, a causa dell’acqua poco profonda, sono necessarie piccole imbarcazioni o canoe. |